La storia di Paestum: da Poseidonia alla riscoperta del Grand Tour
Prima di chiamarsi Paestum, la città fu Poseidonia: una colonia greca fondata intorno al 600 a.C. che visse tre vite — greca, lucana e romana — prima di scomparire per secoli tra paludi e boschi, fino alla riscoperta settecentesca. Ecco la sua storia in sintesi.
Poseidonia, la città di Poseidone
Intorno al 600 a.C. i coloni greci di Sibari, dalla Calabria, fondarono una nuova città sulla piana costiera alla foce del Sele, dedicandola al dio del mare Poseidone. La posizione era strategica: uno scalo marittimo fertile, al crocevia tra la Magna Grecia e l'Etruria.
Nel giro di un secolo e mezzo la città si dotò di mura possenti, di un'agorà monumentale e dei tre grandi templi che ancora oggi la rendono celebre. Le monete coniate a Poseidonia, con il dio che scaglia il tridente, circolavano in tutto il Mediterraneo.
Dai Lucani ai Romani
Alla fine del V secolo a.C. i Lucani, popolazione italica delle montagne interne, conquistarono la città senza distruggerla: i templi rimasero in uso e la pittura tombale fiorì, come mostrano le lastre del museo. Nel 273 a.C. Roma fondò qui una colonia latina con il nome di Paestum, aggiungendo il foro, l'anfiteatro e le terme.
| Periodo | Date | Cosa resta oggi |
|---|---|---|
| Colonia greca (Poseidonia) | ~600–400 a.C. | I tre templi, le mura, l'agorà |
| Età lucana | ~400–273 a.C. | Le tombe dipinte, nuovi quartieri |
| Colonia romana (Paestum) | 273 a.C.–alto medioevo | Foro, anfiteatro, terme, basilica |
| Abbandono e riscoperta | IX–XVIII secolo | Rovine nel bosco, Grand Tour |

La scomparsa e la riscoperta
Tra tarda antichità e alto medioevo l'impaludamento della pianura e le incursioni saracene svuotarono la città: gli abitanti si rifugiarono sulle alture di Capaccio e i templi sprofondarono nel bosco e nella memoria. I viaggiatori del Grand Tour li "riscoprirono" nel Settecento, stregati da quelle colonne intatte in mezzo alla macchia.
Gli scavi sistematici del Novecento hanno restituito la città intera, e nel 1998 Paestum è entrata nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO insieme a Velia e alla Certosa di Padula.
Perché la storia conta per la visita
- Camminare nel parco significa attraversare tre civiltà in un solo pomeriggio.
- Le tombe dipinte del museo sono la voce dei Lucani, il popolo "di mezzo" di cui altrove non resta quasi nulla.
- Capaccio Vecchia, il borgo medievale sulla collina, è il capitolo finale della storia: vale la deviazione al tramonto.